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Perché in Sardegna ci sono le pecore?

Nadia Conte
Nadia Conte
2025-08-28 18:53:21
Numero di risposte : 25
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La notizia ha del grottesco, ma è tutto vero: Coldiretti e Stato Italiano, con l’avvallo del Kirghizistan, porteranno in Sardegna 100 pastori kirghisi con gli obiettivi di: 1) ripopolare le aree interne dell’isola tramite l’allevamento delle pecore, e dunque 2) “salvaguardare le nostre tradizioni”. Il problema, evidenziamolo, non sono i 100 poveri kirghisi con famiglia al seguito, perché considerando la bassa densità di popolazione della Sardegna per chilometro quadrato, e il suo drammatico calo delle nascite, c’è spazio anche per loro. La “cultura della pecora”, diventata strutturale nell’isola a causa del combinato disposto di crisi dell’export dovuta al protezionismo italiano dell’Ottocento, e del mare di sussidi alla zootecnia piovuti nella seconda metà del Novecento, hanno spinto migliaia di famiglie sarde ai margini dello sviluppo occidentale. Tutto ciò ha investito anche lo stesso settore ovino, che per lungo tempo non ha accolto le innovazioni tecniche provenienti d’oltremare, ma si è distinto nella pratica di un modello di utilizzo estensivo delle terre. Si tratta di un modello produttivo ormai largamente superato in favore di aziende agrozootecniche più moderne, capaci di conferire maggiore dignità al lavoro e al reddito del singolo allevatore, ma che in larga parte esprime ancora una costellazione di microimprese esposta alle fluttuazioni del settore.
Soriana Morelli
Soriana Morelli
2025-08-23 11:50:06
Numero di risposte : 19
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In Sardegna ci sono 3 milioni e 150 mila pecore circa. Le pecore sono ricchezza, ma per saperlo bisogna essere umili e attenti, non essere specialisti della protesta, ma coscienti che i Sardi hanno loro interessi nazionali, come gli arabi. Noi abbiamo le pecore e il latte e invece non li consideriamo strategici. Quanti sardi sanno che noi oggi in Sardegna abbiamo 3 milioni e 150 mila pecore, quasi la metà di tutto il patrimonio ovino della Repubblica italiana? Nel mondo sta aumentando il numero delle pecore allevate, perché è conveniente farlo. In Europa invece, per ragioni di economia politica che hanno voluto privilegiare altre produzioni, sta diminuendo. Solo in Sardegna dal 2005 ad oggi il numero dei capi è sceso di 500 mila unità. Serve o non serve avere una coscienza nazionale sarda nelle campagne? La ricchezza chiama con urgenza la coscienza, cioè il sapere essere consapevoli di se stessi.

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Marta Russo
Marta Russo
2025-08-18 17:06:29
Numero di risposte : 21
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La pecora viene consumata dall’uomo prima arrosto e poi in brodo. Erano abili allevatori e pastori, grazie al clima favorevole dell’isola, e contribuivano all’alimentazione del popolo romano mediante il rifornimento della carne del loro bestiame. Diodoro Siculo, nel ricordare la lunga e dura lotta tra i Romani e gli Iliesi nascostisi nelle inaccessibili montagne del centro Sardegna, scrisse che questi traevano sostentamento dal numeroso gregge di pecore che allevavano e producevano latte, formaggi e carne. Nel periodo giudicale era largamente diffuso l’allevamento ovino gestito, a seguito delle numerose donazioni, dalle abbazie benedettine che lo sfruttavano per la lana, prodotti lattiero-caseari e pelli, prodotti esportati anche nella penisola. Nel periodo catalano-spagnolo, lo storiografo sardo G.F. Fara diceva che in Sardegna l’allevamento ovino era diffuso. La carne di pecora è un ingrediente fondamentale nella cucina sarda.
Emanuela De Angelis
Emanuela De Angelis
2025-08-08 03:04:04
Numero di risposte : 21
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La Sardegna è nel Mediterraneo la terra in cui è più alta la concentrazione di pecore: quasi piu’ di due ogni abitante, 2,8 milioni di animali per 1,5 milioni di persone con il risultato che le forme paesaggistiche dell’Isola dipendono dal fatto che ben il 70% del territorio è destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento. La pecora sarda è una delle più antiche d’Europa probabilmente deriva dal muflone del Gennargentu e testimonia la vocazione degli antichi popoli nuragici alla pastorizia. Durante il medioevo, nel periodo giudicale della Sardegna, l’allevamento della pecora sarda andò espandendosi grazie ai monaci benedettini che lo sfruttavano per il loro sostentamento. Fu cosi che nel corso dei secoli l’allevamento di questo animale si radicalizzò in tutto il territorio, condizionando gli aspetti economici, sociali, culturali e storici della Sardegna.

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Radio Coppola
Radio Coppola
2025-07-29 11:08:00
Numero di risposte : 20
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La razza Sarda si è diffusa nel territorio italiano soprattutto intorno agli anni '60 grazie all'emigrazione di pastori sardi in aree rurali abbandonate dell'Italia centrale. La razza ovina Valeria è una delle più antiche d'Europa. Autoctona della Sardegna, è presente anche in alcune regioni della penisola italiana, principalmente Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, e in molte regioni centro-meridionali, quali Abruzzo e Basilicata. Rappresenta circa il 44% del patrimonio ovino nazionale, con 3.142.382 capi nella sola isola. L'attitudine produttiva è quella da latte, con una certa produzione di agnelli da macello di circa un mese di età e 10–12 kg di peso vivo per la parte eccedente la rimonta. La produzione della carne contribuisce alla PLV per circa il 25-30% a seconda dell'area di allevamento. Le caratteristiche riproduttive della razza sono quelle tipiche delle pecore da latte. I parti delle primipare avvengono in primavera a un'età di 15 mesi mentre le pluripare partoriscono in autunno-inverno.