Nel piccolissimo e remoto villaggio di Lula, in Sardegna, è possibile assagiare la pasta più antica del mondo: il filindeu.
Non solo questa rarissima leccornia è reperibile solo due volte all’anno, precisamente durante la festa di San Francesco celebrata a Lula il 4 ottobre e il primo maggio, ciò che la rende una vera e propria esperienza per il palato è il fatto che siano rimaste solo tre donne al mondo a detenere l’antichissima ricetta, che pare avere più di 200 anni.
Sembra facile ma non lo è.
E’ come un gioco con le mani, una volta che l’hai capito la magia è fatta.
Si parte dal dare la forma di un cilindro stretto e lungo all’impasto, lo si fa passare tra le dita di entrambe le mani piegandolo su sè stesso fino a dividerlo in piccoli filamenti; il procedimento va ripetuto più volte, e ogni volta i filamenti saranno più sottili, fino ad ottenere 256 “spaghetti” da un etto d’impasto.
Questi fili di pasta vengono disposti in tre strati incrociati su un canestro circolare di foglie di asfodelo essiccate e successivamente messi ad asciugare al sole, finchè i tre strati non si compattano in un’unica sfoglia a rete, che una volta spezzata diventa l’ingrediente principale del piatto della festa di san Francesco.
Anche la spuer star dei fornelli Jamie Oliver ha dovuto inchinarsi alla sapienza delle mani di Paola, dopo due ore di tentativi ha dovuto ammettere: “ho fatto pasta per più di vent’anni, ma non ho mai visto una cosa come questa!”.