Le origini della pasta si legano indissolubilmente alla tradizione della coltivazione del grano, già praticata all'epoca dell'Impero Romano.
In realtà questa miscela a base di cereali ed acqua rappresenta un elemento imprescindibile della gastronomia mediterranea da diversi millenni.
Le prime tracce di un alimento simile al prodotto attuale risalirebbero addirittura al 1.000 a.C.
Fu in quel periodo che l'uomo iniziò ad abbandonare la vita nomade, dando vita alla figura dell'agricoltore, impegnato nella semina e nella successiva raccolta.
Si ritiene che, ben prima della venuta di Cristo, Greci ed Etruschi idearono i primi tipi di pasta.
Un secolo prima di Cristo furono Cicerone e Orazio a dichiararsi "ghiotti" di "lagana", una schiacciata di farina cotta in acqua e priva di lievito.
Non esistono testimonianze, invece, relative al periodo compreso tra il 200 d.C. e l'anno Mille.
Tuttavia, è probabile che, proprio in tale epoca, in Sicilia nacquero i maccheroni.
A questo alimento a base di farina, presentato sotto forma di fili, fu assegnato il nome di "itriyah".
Le origini arabe del termine "itriyah" fanno supporre come sia stato proprio questo popolo, durante l'invasione, a portare la pasta in Sicilia.
Alcuni secoli dopo, i produttori di pasta iniziarono a diffondersi in diverse zone d'Italia, partendo da Campania, Puglia, Toscana e Liguria.
Fu Napoli, nel '600, a dare il via alla diffusione della pasta come pietanza "di massa".
La diffusione della pasta in Italia è continuata nel corso dei secoli, con la creazione di nuove ricette e la scoperta di nuovi ingredienti.