La polenta è una pietanza amata e celebre nella cucina italiana.
Da nord a sud, da est a ovest, la polenta è un piatto antico, che ha fatto la storia delle cucine casalinghe del nostro Paese e che incarna le tradizioni, le influenze storiche e la creatività culinaria di tutte le regioni italiane.
Nel Veneto, la polenta bianca viene accompagnata con le seppie o con il nero di seppia, mentre in Trentino viene preparata aggiungendo patate lesse, da integrare ulteriormente con salumi, formaggi o cipolle.
In Val d’Aosta abbiamo la polenta concia o grassa, impreziosita da formaggio fuso.
Polenta e bruscitti è una prelibatezza di Varese, riconoscibile grazie al suo sugo bianco a base di carne.
A Trieste, le alternative comprendono salsicce, uova strapazzate, spezzatino e prugne cotte.
Spostandoci più a sud, in Romagna troviamo la tipica polenta di Tossignano.
Nelle regioni del centro, la polenta si fa più morbida, nel Lazio viene servita su una tavola rettangolare di legno detta spiendola o spianatora, condita con sugo di pomodoro, spuntature di maiale e salsicce, il tutto impreziosito da una generosa dose di pecorino grattugiato.
In Toscana, oltre alla preparazione tradizionale, la polenta viene gustata fritta, cotta al forno o trasformata in crostini.
In Sardegna, dove la polenta è conosciuta anche come purenta, pulenta o farru, la tradizione risale addirittura al 3000 a.C. durante l’età nuragica.
Sebbene possa non sembrare un piatto meridionale, troviamo diverse ricette tradizionali anche nelle regioni del sud.
In Molise c’è la macc accunc, condita con salsiccia molisana, pecorino e cipolla bianca.
In Puglia, a Bari, c’è la frascaddus, polenta arricchita con cipolla e mollica di pane rosolata nell’olio.
A Napoli, nel cuppetiello potete trovare gli scagliozzi napoletani, triangoli di polenta fritta arricchita con pecorino e cicoli.
In Calabria c’è la frascatula, ovvero polenta con le cime di rapa, mentre la variante siciliana prevede anche bietole e finocchietto.