La tradizione del panettone va ricercata nella diffusa usanza medievale di celebrare il Natale con un pane più ricco di quello quotidiano.
L’origine è milanese, appunto.
Sembra che esistesse già nel ‘200 come pane arricchito di lievito, miele, uva secca e zucca.
Il nome panettone sarebbe nato per indicare la forma più grande che aveva rispetto agli altri prodotti da forno.
Un manoscritto tardo quattrocentesco di Giorgio Valagussa, precettore di casa Sforza, conferma la consuetudine ducale di celebrare il cosiddetto rito del ciocco.
La sera del 24 dicembre si poneva nel camino un grosso ceppo di legno e, nel contempo, venivano portati in tavola tre grandi pani di frumento, materia prima di gran pregio.
Il capofamiglia ne serviva una fetta a tutti i commensali, conservandone una per l’anno successivo, in segno di continuità.
La storia ci racconta anche che fino al 1395 tutti i forni di Milano avevano il permesso di cuocere pane di frumento solo a Natale, per farne omaggio ai loro clienti abituali.
L’abitudine di consumare pane di frumento a Natale, quindi, è molto antica.
Tra leggende, aneddoti e avvenimenti storici, la classica ricetta del Panettone è rimasta invariata per oltre 600 anni.